Davanti a te l’Orologio. A piazza Vecchia. Ha sei secoli, è vecchio, misterioso, affascinante, indecifrabile. Dal 1410 scandisce le ore, la danza corteggiatrice della Luna intorno alla Terra, i susseguirsi dei periodi astrologici, il tempo siderale, la vita dei praghesi… il tempo ha fatto di Praga una città ricca di tutto; l’ha resa matura e capace di stare al passo con la modernità, sempre memore però del suo passato; l’ha resa aperta! La città sembra essere ‘sicura di sé’ e in effetti lo è, non c’è momento in cui si smentisca. Il suo ordine e la sua tranquillità ti mettono a tuo agio non appena inizi ad aver confidenza con lei. Subito percepisci la sua bellezza. Da piazza Vecchia a Ponte S.Carlo la strada è breve, la storia è tanta. Dal ponte vedi dominare il castello, lì su quella collina, maestoso, governa la città, la osserva, osserva le vite dei suoi abitanti e dei tanti turisti. Sotto al ponte il Moldava è largo e piatto, sicuro di sé, passeggia pacato attraversando Praga, e sembra un turista affezionato che a passo lento si gode tanta meraviglia. Ponte Carlo è palco per alcuni musicisti che ti dilettano con la chitarra o con il sax, suonando per tutti brani jazz e classici. Praga è vintage, è quel moderno jazz improvvisato; Praga è antica, è quel rigoroso gotico con cui la città è nata; Praga è moderna, è ‘La casa danzante’ di Frank Gehry. Tutto questo è una miscela che si percepisce in poco tempo, non occorre viverci, basta una passeggiata. Cammini e le strade ti portano nelle centinaia di pub e birrerie presenti nella città. 500 anni fa alcune birrerie spillavano già birra, oggi è ancora così. Entri in una birreria storica e appena ti siedi mezzo litro di birra ti è davanti, una stanghetta è segnata sul tuo conto, sei pronto a bere. Scende giù veloce quella birra e non appena il boccale è vuoto, ne hai un altro davanti pieno e un’altra stanghetta sul conto. Intorno a te vecchi signori fumano avidi e sorseggiano birra, sul loro conto non ci sono mai meno di 6 stanghette; intorno a te giovani in gruppo fumano avidi, spensierati bevono birra, urlano e sul loro conto le stanghette non riesci nemmeno a contarle. La birra è l’acqua di Praga. Bevi dell’ottima Gambrinus o della Staropramen con meno di un euro per mezzo litro. La birra è l’acqua di Praga! Praga sa essere ottocentesca quando ti siedi nei locali in cui si beve assenzio. La ‘fata verde’ è pronta a farti viaggiare. E di nuovo per strada, sei a piazza Venceslao; è lunga 700 metri, sembra una via, è la piazza più lunga del mondo. Qui di notte nascono l’illegalità e la trasgressione legale, è la Praga dei cabaret, quelli per maschi. Ma la notte ti riporta a Piazza Vecchia. Praga ora è seicentesca, ci sono due violinisti che ti deliziano con il Canon D di Pachelbel. Il brivido è inevitabile. Sei conquistato. E Praga è sempre pronta a riconquistarti.
Renato
sabato 11 aprile 2009
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